sui fatti di torino – contestazione in provincia ed intimidazione polizia

Oggi pomeriggio, dopo una giornata di sciopero nelle scuole (attuato in ogni istituto secondo modalità differenti, dalla sciopero bianco a quello della prima ora) un gruppo di un centinaio di studenti, assieme anche a professori, si è recato fuori dalla sede della Provincia di Roma con uno striscione recante la scritta "vergogna".

Si voleva denunciare pubblicare che quanto è accaduto a Torino non è stata una fatalità, ma la logica conseguenza della condizione nella quale versano gli edifici scolastici in tutta italia, e che la condizione in cui versano gli edifici è a sua volta la logica conseguenza di decenni di tagli alla spesa pubblica.

Un assessore provinciale ha incontrato gli studenti, che hanno ribadito di non voler entrare assolutamente nei giochi dei palazzi con il centrosinistra della Provincia che scarica la responsabilità sul centrodestra al Governo ed il centrodestra al Governo che scarica sulle amministrazioni locali, ma che tutte le istituzioni e tutta la classe politica< (ricordiamo che centrosinistra e centrodestra hanno seguito negli ultimi dieci anni politicamente orrendamente simili sui tagli alla spesa pubblica) devono assumersi la responsabilità di quanto accaduto.

Al termine dell’incontro, i manifestanti hanno provato a muoversi lungo le vie adiacenti, in modo silenzioso, pacifico e persino sui marcipiedi. Si voleva denunciare a tutta la città che mentre vengono spesi miliardi per restaurare qualche castello per i vertici internazionali le scuole cadono, letteralmente, a pezzi.

Immediata la reazione poliziesca. Gli agenti presenti hanno impedito ai manifestanti di spostarsi, ed hanno identificato, senza alcun motivo, tre ragazzi.

Evidentemente, qualcuno non vuole che certe verità vengano dette.
Evidentemente, qualcuno pensa il ruolo delle forze dell’ordine debba essere quello di impedire che questo accada, magari collaborando con qualche provocatore neofascista. Evidentemente, qualcuno vorrebbe dimenticare al piu’ presto quanto accaduto, accantonandolo sotto la etichetta infame di "fatalità".

Evidentemente, non sarà così.

studenti e studentesse delle scuole in rivolta di roma

scuole-in-rivolta.noblogs.org

scuoleinrivolta@gmail.com

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